Chi è Adriano Panzironi, guru della dieta di lunga vita (di cui non bisogna fidarsi)

di Massimo Sandal https://www.wired.it/lifestyle/food/2019/07/01/adriano-panzironi-dieta-lunga-vita/?refresh_ce=

Migliaia di persone si sono riunite all’Eur per la kermesse dell’ultimo guru delle diete. Ma qual è il suo curriculum, e perché molti gli credono?
Pare che le migliaia di persone che sono andate il 30 giugno all’Eur a sentire Adriano Panzironi, guru di un regime alimentare che promette, come da titolo del libro, di vivere fino a 120 anni, non abbiano dubbi. Una kermesse di un giorno, tra ricette, convegni, lezioni di fitness e incontri vari, che prometterebbe, a giudicare dai cartelloni pubblicitari con cui la propaganda, di “cambiare la medicina… per sempre!“.

Quanto a noi, lasciamo che il suo curriculum parli da solo. Adriano Panzironi, classe 1972, giornalista pubblicista, non ha mai avuto una laurea in medicina o discipline anche solo correlate, com’egli stesso ammette candidamente. Apparentemente ha lavorato per Il Tempo, è stato conduttore di un telegiornale locale, è stato fondatore di una casa editrice e ha avviato un centro sportivo ad Anzio.

Ora, dopo aver inventato, come dice lui, lo “stile di vita” che lo ha reso famoso, Life120 è il brand di un’azienda dal fatturato di 2,7 milioni di euro nel 2017, società di Adriano Panzironi e del fratello, assieme a Welcome Time Elevator (fatturato 2017 oltre i 5 milioni di euro). Essenziali per il metodo Life120, oltre all’alimentazione (s)bilanciata a favore di grassi e proteine, sono degli integratori che Life120 stessa casualmente vende a caro prezzo: seguire le indicazioni di Panzironi richiederebbe, secondo varie fonti, una spesa di 250 euro al mese circa.

Ne varrebbe la pena, secondo Panzironi, perché lo “stile di vita Life120” a suo dire potrebbe eliminare malattie come diabete, Alzheimer o morbo di Crohn. Inutile ricordare che si tratta di malattie considerate purtroppo ancora incurabili dalla comunità medica e scientifica, e non sorprende nessuno che non si trovi alcuna pubblicazione scientifica che affermi qualcosa del genere (o qualcosa in generale) su Life120. Secondo la Società italiana di diabetologia, le promesse delle società di Panzironi sono parte di un “flusso di disinformazione e di fake news che può nuocere gravemente alla salute delle persone”.

Panzironi e Life120 hanno passato dei guai. Nel 2018 l’Antitrust ha multato Panzironi di 426mila euro perché i programmi televisivi di Panzironi, con cui propaganda il suo metodo su varie piccole tv locali, sono stati ritenuti dall’Antitrust fondamentalmente delle televendite per gli integratori, mascherate da contenuti divulgativi e informativi: una pratica che l’Antitrust descrive come “particolarmente insidiosa, idonea a disorientare il pubblico dei consumatori, aggirandone i naturali meccanismi di difesa e reazione, impedendo loro di esercitare il necessario controllo critico”. A questo si aggiunge una multa di 150mila euro per aver diffuso “informazioni ingannevoli sulle caratteristiche degli integratori alimentari venduti dalla società Life 120 Italia Srls, presentati invece come idonei a determinare o favorire effetti benefici o curativi anche di gravi malattie, senza alcun fondamento scientifico”.

Sempre un anno fa Panzironi ha subito una denuncia per esercizio abusivo della professione medica, e poco dopo una sospensione dall’Ordine dei giornalisti del Lazio (pena recentemente confermata dall’Ordine nazionale, come da post di Panzironi stesso del 7 giugno 2019). Secondo il quotidiano Il Tirreno, tra le altre cose “gli viene contestato (rispetto al Codice di Deontologia) il mancato rispetto della ‘tutela della dignità delle persone malate’ (articolo 10)”. Il 30 giugno, intanto, alla sua manifestazione, si sono presentati i Nas. Ovviamente, secondo Panzironi, tutto questo accade perché sarebbe un personaggio scomodo, vittima di una non ben specificata cospirazione. Il sottotitolo del suo libro è un non esattamente originale “La verità che nessuno vuole raccontarti”. In una recente intervista, rilanciata da lui stesso sulla sua pagina Facebook, sostiene che vogliano ucciderlo, anche se non se ne capisce il motivo.

Fin qui abbiamo il quadro di uno dei tanti guru che promette miracoli pseudoscientifici. Quanto dice Panzironi, è bene ricordarlo, non ha alcun riscontro nel consenso scientifico e anzi, a dire dei medici, è probabilmente dannoso per la salute. Al di là delle pretese di curare diabete o Alzheimer, come fa notare il nutrizionista dell’università di Bologna Enzo Spisni, il regime alimentare di Panzironi è come minimo una dieta con un grosso eccesso di cibi proteici e di carne, alimento quest’ultimo noto per non essere tra i più salubri (oltre a essere ecologicamente poco sostenibile). Conflitti d’interesse a parte, promettere di poter trattare malattie croniche gravi come l’Alzheimer con degli integratori alimentari, come sembra possa accadere in questo caso, è un problema – peraltro assumere integratori funziona peggio dell’assumere le stesse molecole dal cibo. E allora, cosa fare?

Bisognerebbe capire innanzitutto perché migliaia di persone sentono di potersi fidare di questa e altre diete. È il classico scenario in cui si invoca una soluzione facile a problemi complessi, che è quindi inevitabilmente allettante. Le linee guida per una corretta alimentazione sono allo stesso tempo banali – mangiare relativamente poco, mangiare molti cibi vegetali e fibre, poca carne, pochi grassi animali, poco sale – e difficilissime per molti di noi da seguire (incluso il sottoscritto), perché vanno contro le tentazioni che l’industria alimentare ci permette.

Sono inoltre linee guida che non promettono la Luna: non basta mangiare bene per prevenire ogni possibile malattia, anche se possiamo ridurre molto l’incidenza di tumori e malattie cardiovascolari. Un guru che ci regala una soluzione semplificata e che magari ci fa mangiare un cibo malsano ma gratificante come uova e bacon ogni mattina è una sirena a cui è difficile resistere. C’è poi il fattore psicologico: Panzironi chiama i suoi accoliti più fedeli “angeli del Life120”, promette di farli partecipare, crea un movimento e adunate di massa come quella all’Eur. Sentirsi parte di qualcosa, invece di persone comuni che seguono una indicazione del dietologo, è dirompente: ci fa pensare di riavere il controllo, di essere a parte di qualcosa di speciale.

Inoltre, come fa sempre notare Spisni, non bisogna sottovalutare il fatto che probabilmente alcuni dei seguaci di Panzironi stanno davvero meglio. Da un lato probabilmente per effetto placebo, ma anche, forse, per un motivo abbastanza inquietante: “È molto plausibile che ci siano persone alle quali la Life 120 ha giovato perché prima, con tutta probabilità, mangiavano ancora peggio, e passare da quello che facevano alla dieta di Panzironi è stato comunque un progresso”. In altre parole, noi possiamo indignarci per le affermazioni e il successo di Panzironi, ma fatto sta che mangiamo in media talmente male che perfino una dieta come quella può rappresentare, per alcuni, un miglioramento a breve termine, anche se lungi da una vera dieta equilibrata. Di cattiva alimentazione (di eccesso di sale, di difetto di fibre) si muore: c’è chi ha calcolato 11 milioni di morti all’anno correlabili direttamente agli squilibri alimentari. Una cifra enorme a cui però non facciamo praticamente caso.

La medicina e la società dovrebbero quindi intercettare i bisogni di chi cerca una nutrizione corretta, e cercare di avvicinarli comprendendone anche i meccanismi psicologici e sociali. Riguadagnandosi la fiducia di una medicina che è percepita come distante, altera e sbrigativa, dove il paziente non trova l’attenzione e disponibilità che dovrebbe, dove non vengono tenuti in conto come le persone reagiscono dentro di sé allo stato di malattia, alla percezione del proprio corpo. Sono questioni difficili, difficilissime, e non c’è una risposta semplice e univoca. Ma affrontarle è l’unico modo per scardinare i guru che si insinuano in queste crepe.

Oppure c’è la soluzione facile. Invocare il tragico declino della fiducia nella Scienza e nell’Autorità, fomentato magari dai social media oggi facili colpevoli di ogni male, i webeti, le mamme pancine, la gente che si fida di Google mentre “ai miei tempi ci si fidava del medico”, i laureati all’università della Strada e via snocciolando luoghi comuni. Invocare magari patenti per votare, o per scrivere sui social, o entrambe. Arroccarsi in difesa del nostro privilegio culturale, pensando che la risposta sia nel condannare non solo i guru ma chi, effettivamente, è vittima e per qualche motivo cade in certe trappole. Dimenticando che Panzironi, con il suo curriculum da giornalista, alla fine è più l’eccezione che la regola in questi casi: molti propugnatori di diete altrettanto squinternate sono medici (si pensi alla famigerata dieta del dottor Mozzi), come lo sono spesso i santoni delle pseudomedicine. Ecco questa risposta, oltre a essere eticamente discutibile, oltre a essere tutto sommato autoconsolatoria, è una risposta troppo facile a un problema molto complesso. Troppo facile per essere corretta. Proprio come le risposte di Panzironi.

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