Il cibo “ultra-elaborato” aumenta il rischio di cancro

Quali sono i cibi ultra elaborati?
Dolci industriali con una lunga lista di ingredienti, piccoli panini confezionati, bibite zuccherate e aromatizzate, zuppe liofilizzate, piatti surgelati, piatti pronti al consumo, carni lavorate, margarine e salse, tutti gli alimenti trasformati con l’aggiunta di zucchero, conservanti, coloranti, edulcoranti, emulsionanti o altri additivi alimentari, oltre che di sale. Secondo uno studio francese, grassi, sale e zucchero aggiunti, le alte temperature di lavorazione e le sostanze presenti negli imballaggi renderebbero gli alimenti trasformati nocivi per la salute favorendo il possibile sviluppo del cancro. Il rischio di cancro aumenta con la quantità di alimenti trasformati come pane, dolci, snack e bevande gassate. Mangiare il 10% in più degli alimenti trasformati ogni giorno aumenta le possibilità di sviluppare il cancro del 12%. Questo è ciò che è emerso secondo un nuovo studio dell’Università Sorbona di Parigi. Si è arrivati a tale considerazione dopo aver monitorato la salute e le diete di quasi 105.000 uomini e donne con un’età media di 43 anni. Il 18% del gruppo consumava regolarmente cibi ultra-elaborati. Durante i cinque anni di studio, ci sono stati 79 nuovi casi di cancro ogni anno per 10.000 persone – quindi circa 830 nuovi casi all’anno nel gruppo di studio – e i casi erano più probabili tra coloro che mangiavano alimenti trasformati. I ricercatori hanno stimato che un aumento del consumo del 10% di alimenti trasformati porterebbe a nove casi extra di cancro ogni 10.000 persone all’anno, cioè un aumento del 12% del rischio.

“I cibi ultra-elaborati” potrebbero essere un altro rischio per il cancro oltre al fumo e all’obesità, affermano i ricercatori. Gli alimenti trasformati sono infatti ricchi di zuccheri e di sostanze chimiche cancerogene che si generano nei processi di trattamento termico nella loro fabbricazione. Sono necessari ulteriori studi, con un pubblico più ampio in particolare perché altri fattori, come il fumo e la mancanza di esercizio fisico, potrebbero aver influito.

Secondo l’Agenzia nazionale francese per la sicurezza alimentare (Anses) i cibi ultra trasformati costituiscono più della metà dell’apporto energetico della dieta in molti dei paesi occidentali. E se in passato alcune ricerche avevano già dimostrato la correlazione di questi alimenti con il rischio di sviluppare disturbi cardiometabolici, obesità, ipertensione e dislipidemia (livelli anomali di lipidi nel sangue), ora nuovi studi epidemiologici hanno stabilito anche il loro possibile collegamento con il cancro. I cibi ultra elaborati contengono spesso, infatti, quantità elevate di grassi saturi, zuccheri e sali aggiunti e sono invece scarsi di fibre, vitamine e altri micronutrienti, e questo aspetto è legato alla possibilità di sviluppare malattie (ad esempio, gli alimenti conservati con il sale sono associati ad un aumento del rischio di cancro gastrico). Non si tratta però solo di una questione di qualità nutrizionale: anche la lavorazione del cibo, in particolare la cottura ad alta temperatura, può produrre contaminanti di nuova formazione come l’acrilammide. O, ancora, il problema può derivare poi dagli imballaggi in plastica che possono contenere bisfenolo A, un distruttore endocrino, e dagli additivi, alcuni dei quali, come il nitrito di sodio o il biossido di titanio, considerati cancerogeni.

Trattandosi di uno studio di osservazione, la correlazione tra cibi ultra elaborati e rischio di sviluppare tumori andrebbe dimostrata con nuove ricerche che categorizzino meglio le diverse tipologie di alimenti e coinvolgano altre popolazioni. Per esempio, il fatto che lo studio coinvolgesse più donne può aver influenzato i risultati sull’incidenza degli alimenti altamente trasformati sul cancro al seno. In ogni caso, è indubbio che alcune abitudini alimentari siano utili per preservare la nostra salute: da anni l’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda, tra le altre cose, un apporto di sale pari a 5-6 grammi al giorno, il consumo quotidiano di 5 porzioni di frutta e verdura fresche, la riduzione nella dieta delle carni lavorate.

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Autore: scienza&cucina

Salve a tutti. L'idea di questo blog nasce all'improvviso, dalla mia costante curiosità per tutto quello che riguarda la nutrizione, la scienza e la cucina. Sono una biologa e nella vita di tutti i giorni indosso vari abiti interscambiabili: sono consulente scientifico per una azienda che produce nutraceutici, tolgo questo vestito e divento mamma e moglie, metto il grembiule e divento sperimentatrice in cucina. In questo mio blog vorrei condividere con voi tutte le news scientifiche che vengono pubblicate in riviste internazionali, tutte le informazioni sui nutraceutici utili per mantenerci in salute e tutte le mie prove, riuscite e non, in cucina. Sono onnivora ma sperimento ricette veg, crudiste, naturali; tutto mi incuriosisce. Esploriamo insieme.

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