Il microbiota come bersaglio terapeutico

Microbiota ambientale

Il microbiota ambientale influenza il microbiota umano per ingestione, inalazione e contatto attraverso aria, acqua, alimenti. I batteri possono passare dall’ambiente all’uomo causando patologia ma anche avendo un effetto benefico.

Interazione ospite-microbiota

Il microbiota umano è l’insieme di microrganismi simbiontiche convivono con il nostro organismo. Sono comunità complesse che comprendono batteri, funghi e virus e che fornisce una straordinaria capacità enzimatica e controlla aspetti fisiologici dell’individuo. Il microbiota comprende 100 trilioni di cellule ed esprime 10 volte più geni dell’ospite. Lo sviluppo del sistema immunitario ha coinciso con l’acquisizione di un complesso microbiota, il microbiota a sua volta promuove e calibra tutti gli aspetti del sistema immunitario. Il termine disbiosi indica una generica alterazione della flora batterica umana, ma può coinvolgere qualsiasi distretto: pelle, vagina, bocca. Se non meglio specificato è riferita alla disbiosi intestinale. I microrganismi commensali possono interagire con i patogeni e le cellule immunitarie determinando l’esito di patologie e stati infiammatori. Dato che commensali e patogeni occupano la stessa nicchia ecologica si instaura una competizione per la colonizzazione. I commensali limitano i patogeni alterando la disponibilità di sostanze nutritizie o attraverso metaboliti rilasciati nell’ecosistema,possono creare un ambiente ostile o produrre peptidi antimicrobici. Il microbiota intestinale risulta fondamentale per l’instaurarsi della tolleranza verso il cibo e gli antigeni orali.

Microbiota orale

Negli ultimi 5 anni è aumentata del 15% l’incidenza della carie nei bambini, questo perché l’igiene del cavo orale non è in grado da sola di modificare la placca batterica. La carie è una patologia multifattoriale. In bocca troviamo più di 1000 sp diverse. Queste si aggregano tra loro a formare la placca batterica che rappresenta un sistema protettivo, con una comunicazione dinamica tra le varie sp presenti. Esiste un biofilm dentale in stato di benessere, ma se i batteri buoni vengono limitati (alimenti, perdita dei denti, apparecchi, farmaci, radiazioni) l’alterazione dell’equilibrio porta ad una predominanza di batteri patogeni. Un pH <5,5 favorisce la fermentazione degli zuccheri con un incremento dei batteri cariogeni ed una demineralizzazione dello smalto. I batteri orali producono alcali per tamponare l’acidità ma se la qt di zuccheri è troppo alta il sistema non riesce a tamponare. Numerosi sono gli studi sull’uso dei probiotici nel cavo orale, L. brevi favorisce l’alcalinizzazione dell’ambiente orale contrastando la formazione della carie.

Microbiota genito-urinario

Presenta delle differenze di genere. Il più studiato è sicuramente quello femminile che risente degli effetti degli ormoni e quindi varia nelle diverse fasi della vita. Nel pre-pubero è simile a quello in menopausa. I lattobacilli sono la popolazione più abbondante in età fertile grazie all’abbondanza di glicogeno. Il glu derivante dal glicogeno viene metabolizzato di lattobacilli con produzione di acido lattico, l’acidificazione  (pH3,8-4,5) risulta avere effetti benefici sulla salute della donna. L. acidophilus è un mix di 4 sp diverse. La caduta di concentrazione dei lattobacilli è causa di vaginosi batterica che rappresenta il dismicrobismo più diffuso nella popolazione femminile. In genere perdite vaginali maleodoranti sono il sintomo più comune ma può essere anche asintomatica. Si verifica una degradazione del muco, una progressiva infiammazione con sviluppo di sostanze dannose. La carenza di lattobacilli aumenta l’incidenza di patologie virali ed influenza anche la motilità e vitalità degli spermatozoi, favorendo la fecondazione.

Microbiota cutaneo

È molto vario, caratterizzato da ambienti diversi con colonizzazioni diverse: nel braccio ci sono molti batteri e pochi funghi, nel piede pochi batteri e molti funghi. La tipologia di parto, naturale o cesareo, influenza la tipologia del microbiota cutaneo. Numerosi sono i fattori che influenzano il microbiota cutaneo, anche se risulta essere il più stabile.

La perdita di variabilità del microbiota cutaneo è associata alla perdita di equilibrio e salute. Nella dermatite atopica si riscontra uno squilibrio sia nel microbiota intestinale che dermico. Trattamenti locali con creme contenenti S. thermophilus in crema hanno dato buoni risultati.

Microbiota intestinale

In 12 mesi dalla nascita la flora batterica si stabilizza ed acquisisce le caratteristiche che manterrà per tutta la vita. A questa flora stabile si aggiunge poi una flora transiente di batteri derivanti dall’ambiente cirostante. L’età, la razza e la dieta influenzano la composizione del microbiota. Le popolazioni che vivono in un ambiente non urbano hanno un microbiota piu ricco e vario, i vegetariani hanno una diversità superiore a quella degli onnivori. Si è notato un incremento della popolazione dei firmicutes all’aumentare dell’età e sembra essere associata ad una aumentata infiammazione. Numerose sono le funzioni del microbiota: trofica, di barriera, immunomodulante, regolatrice la motilità del GI; l’alterazione di queste funzioni (in particolar modo della funzione barriera) può essere causa di patologia a livello di ogni organo.

Microbiota e malattie infiammatorie

Questo gruppo di patologie è in forte crescita. In soggetti geneticamente predisposti esiste una risposta immunitaria aberrante su antigeni provenienti dall’intestino e mediata da fattori ambientali. La partenza della patologia sembra essere l’alterazione strutturale della mucosa intestinale. La partenza della patologia sembra essere l’alterazione strutturale della mucosa intestinale. Sono stati individuati 163 loci implicati nell’insorgenza dell’IBD, si tratta per cui di una patologia poligenetica, la maggior parte di questi loci è implicata nel funzionamento del sistema immunitario. Nel Chron ci sono cambiamenti significativi nella composizione del microbiota che non si evidenziano nella rettocolite, d’altra parte la rettocolite risponde molto bene al trattamento con probiotici mentre il Chron no. Si è visto che sono le variazioni nella produzione dei metaboliti batterici ad indurre infiammazione: la disbiosi crea una riduzione degli ac. Biliari secondari ed un aumento dei primari. I secondari infatti sono in grado di legarsi ad un recettore macrofagico che regola l’attività del sistema immunitario. Al momento il trattamento è farmacologico ma si può modulare la dieta, integrare con probiotici (400-700 miliardi a dose hanno effetto terapeutico), trapianto fecale (remissione nel 36% dei casi in uno studio).

Microbiota in epoca perinatale

Numerosi sono gli effetti di antibiotici somministrati nei primi anni di vita: aumentano l’obesità, e modificano i geni che regolano la tolleranza immunitaria (come la tolleranza ad alimenti). La somministrazione di probiotici nelle donne in attesa ha invece mostrato effetti molto positivi: riduzione delle nascite pre-termine, aumento di lattobacilli e bifidobatteri nel latte materno, aumento di TGF-beta e IL10 nel latte materno (con aumento della tolleranza), riduzione delle coliche e del reflusso.

Microbiota e Sindrome da intestino irritabile

La sindrome da intestino irritabile è caratterizzata da dolore e alterazioni della funzione intestinale in assenza di alterazioni strutturali. Il microbiota di soggetti con IBS è molto diverso da quello di soggetti sani: in caso di diarrea c’è una caduta di lattobacilli e bifidi, in caso di stipsi c’è un aumento di legionella ed una caduta di diversità e numerosità. Nei soggetti con IBS, la disbiosi crea una infiammazione localizzata ed un aumento della permeabilità, mostrano ansietà e depressione (sintomi che si ritrovano in tutti i soggetti con analoga alterazione del microbiota anche senza ibs). Nell’ IBS il trattamento con probiotici ha sempre effetti positivi. Il microbiota produce H2S come gas, è un neurotrasmettitore in grado di modulare algesia e analgesia. Il trattamento con probiotici ad alto dosaggio up-regola i geni connessi con l’analgesia e down regola quelli connessi con l’algesia. Anche prebiotici come FOS e Gos mostrano effetti positivi.

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Autore: scienza&cucina

Salve a tutti. L'idea di questo blog nasce all'improvviso, dalla mia costante curiosità per tutto quello che riguarda la nutrizione, la scienza e la cucina. Sono una biologa e nella vita di tutti i giorni indosso vari abiti interscambiabili: sono consulente scientifico per una azienda che produce nutraceutici, tolgo questo vestito e divento mamma e moglie, metto il grembiule e divento sperimentatrice in cucina. In questo mio blog vorrei condividere con voi tutte le news scientifiche che vengono pubblicate in riviste internazionali, tutte le informazioni sui nutraceutici utili per mantenerci in salute e tutte le mie prove, riuscite e non, in cucina. Sono onnivora ma sperimento ricette veg, crudiste, naturali; tutto mi incuriosisce. Esploriamo insieme.

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