Budda Bowl

Sono la nuova tendenza food: le buddha bowls, grandi ciotole colme di ingredienti freschi di stagione, perfette come piatto unico a pranzo, anche da portare al lavoro.

A prima vista potrebbero sembrare grandi insalate – ma chiamarle così sarebbe davvero sminuente. Nei menù dei ristoranti più di tendenza a Londra, New York o Sidney le trovate indicate come “Buddha Bowls” – letteralmente: le ciotole del Buddha.  Di recente hanno fatto la loro comparsa nei libri e sul web, oltre che – ovviamente – in un numero sempre crescente di ristoranti con anima salutista.
Sono un piatto unico, che nasce vegetariano, ma al quale si può aggiungere anche carne o pesce, ed è al momento il piatto unico da asporto più desiderato da chi lavora in un ufficio e vuole mangiare qualcosa di sano, veloce da preparare, energizzante e soprattutto saziante. I vantaggi sono subito evidenti: in un momento in cui cerchiamo soluzioni che non ci appesantiscano, che possano essere stagionali e aiutino a mangiare più verdura, una ciotola del buddha è esattamente quello che ci vuole.

Di cosa è composta la buddha bowl?

  • cereali integrali (carboidrati)
  • legumi (proteine)
  • verdura cotta (fibre)
  • verdura cruda
  • semi oleosi
  • frutta secca
  • tahina o vinagrette o olio d’oliva

Si può preparare con moltissimi ingredienti, ma ci sono delle regole di base che devono essere rispettate.

COME PREPARARE LA BUDDHA BOWL
Per essere una vera ciotola dal buddha e non una semplice insalata, si devono tuttavia osservare 3 regole: proporzione, estetica, stagionalità.

Proporzione. La prima regola riguarda la composizione, che può essere fatta abbinando moltissimi ingredienti diversi tra loro, ma seguendo una certa proporzione e l’alternanza di tre ingredienti definiti: ortaggi (in misura pari a circa il 70%), un cereale (in misura del 15% circa) e una proteina, a scelta tra vegetale o animale (legumi, uovo, pesce, pollo, in misura del 15% circa).
Non serve pesare gli ingredienti, ma è bene sapere che perché sia ben bilanciata la ciotola del buddha deve rispettare queste proporzioni. Scegliete dunque un cereale (o simile) come base, preferibilmente integrale: riso, bulghur, grano saraceno,avena,  quinoa, miglio… una versione più italiana e mediterranea potrebbe prevedere farro oppure orzo. Aggiungete poi verdure crude (a volte anche cotte, ma brevemente) in quantità e poi via libera a frutta secca, semi, spezie.

Mise en place. A questo punto si deve valutare l’estetica: la ciotola va composta sistemando gli ingredienti separatamente, come in un disegno, e non mescolando tutto insieme come si fa con le classiche insalate. Privilegiate colori differenti, sia per garantire una varietà di vitamine e principi nutritivi più ampia, sia per rendere il sapore più interessante e mai noioso.

Stagionale. Infine, la stagionalità: le buddha bowls sono rigorosamente preparate con prodotto fresco, stagionale e quanto più possibile locale. Niente mais in scatola, dunque!
Si può aggiungere una buona vinaigrette o citronnette o il classico olio d’oliva.

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