Tutti i pregi delle Crucifere

La Dott.ssa Edy Virgili mi ha suggerito un bell’ articolo su Saperesalute, l’ho ripreso ed ho ampliato alcuni punti che mi sembravano rilevanti…ed ecco a voi.

Le crucifere, ortaggi dalle mille virtù, devono il proprio nome alla caratteristica disposizione a croce dei petali dell’infiorescenza. Cavolo, cavolfiore, broccoli, ma anche rape, crescione, ravanello, senape e rucola. Ecco alcune delle oltre tremila specie di crucifere, dalle molte proprietà salutari. Ippocrate, il padre della medicina, coltivava i cavoli per le loro proprietà curative antiscorbutiche, mineralizzanti, ricostituenti, energetiche, antianemiche, disinfettanti, antidiabetiche, antirachitiche e antireumatiche. Gli antichi, infatti, erano soliti considerare cavoli & Co. cibi essenziali per il mantenimento di una buona salute. Non a caso, Catone cita la verza nella prevenzione dei traumatismi dei soldati e Morgagni ne ricorda il potere nella prevenzione delle sindromi catarrali nell’umida Padova di metà Ottocento. E le stive delle navi di lungo corso erano provviste di crauti in salamoia per proteggere gli equipaggi da scorbuto e verminosi. Oggi come ieri, le crucifere, che devono il proprio nome alla caratteristica disposizione a croce dei petali dell’infiorescenza, si confermano come gli ortaggi dalle mille virtù.

Il loro segreto? Zolfo, vitamina C, calcio e potassio

Il merito va alle molte sostanze salutari (sali minerali, vitamine, antiossidanti) contenute nei vegetali di questa numerosa e nobile famiglia: 390 generi e più di 3mila specie in forma di ortaggi ma anche di piante erbacee spontanee, arbusti rampicanti e spezie. Tutte queste specie contengono quantità significative di zolfo, calcio, vitamina C e, in percentuale minore, iodio e potassio. Lo zolfo combatte le irritazione della mucosa gastrica e intestinale, aiuta a contrastare gastriti e coliti, è un potente depurativo del fegato e contribuisce a espellere le tossine. Lo iodio invece attiva la funzionalità tiroidea, accelera il metabolismo e migliora lo svuotamento intestinale. C’è però da ricordare che le brassicace vengono considerati degli alimenti gozzigeni, che rallentano la funzionalità tiroidea, per cui andrebbero consumati con moderazione nei soggetti affetti da ipotiroidismo. Quanto al potassio, mantiene costante la pressione sanguigna, regola l’attività dei muscoli e del cuore, stimola il ricambio dei liquidi dei tessuti, combattendo la ritenzione idrica. Calcio, vitamina C, vitamina K, niacina e riboflavina sono tutti elementi che fanno dei cavoli tra gli alimenti più sani che esistano in grado quindi, come visto, non solo di difenderci da alcuni tipi di tumori, ma anche di rafforzare il sistema immunitario e di proteggerci dalle infiammazioni che sono all’origine di diversi tipi di patologie.

Ma anche antiossidanti dall’azione antitumorale

Oltre alle attività conosciute da sempre, negli ultimi decenni numerose ricerche hanno evidenziato quanto sia importante consumare regolarmente le crucifere anche per i loro potenziali effetti antitumorali. Questi vegetali contengono infatti molti composti antiossidanti come per esempio polifenoli, carotenoidi, indoli e sulforafano che si sono rivelati utili anche nella prevenzione di diversi tipi di neoplasie (polmoni, stomaco, colon-retto). E isotiocianati che stimolano le nostre cellule a produrre alcuni enzimi molto efficaci nel proteggere la degenerazione del DNA, in particolare nei bronchi e polmoni. Il consumo di un estratto di germogli di broccoli è in grado di diminuire il rischio di tumore della vescica: è questa la conclusione di una ricerca condotta in un modello animale i cui risultati sono pubblicati sull’ultimo numero della rivista “Cancer Research”. Il risultato corrobora analoghe evidenze riguardanti alcuni dei vegetali della famiglia delle crucifere, a cui appunto appartengono i broccoli, in particolare per il loro contenuto di isotiocianati (ITC), una classe di sostanze dalle ben note proprietà preventive nei confronti dei tumori. Nello studio sono stati  utilizzati cinque gruppi di topi di laboratorio: il primo costituiva il gruppo di controllo, il secondo ha ricevuto solo estratto di broccoli o per verificarne la sicurezza, mentre ai tre restanti gruppi è stato somministrato il composto chimico N-butil-N-(4-idrossibutil) nitrosammina (BBN) attraverso l’acqua potabile, in grado di indurre il tumore della vescica. A due di questi ultimi tre gruppi veniva fornito anche l’estratto di broccoli, in due dosaggi diversi, a partire da due settimane prima della somministrazione della sostanza cancerogena. Nel gruppo di controllo e nel gruppo che ha consumato solo l’estratto non sono stati registrati casi di tumore, e neppure evidenze di tossicità dovute al consumo dell’estratto. Fra gli animali a cui è stato somministrato soltanto BBN i casi di tumore sono invece arrivati al 96 per cento; il consumo di basse dosi dell’estratto ha portato tale percentuale al 74 per cento, mentre nel caso di alto dosaggio i casi si sono fermati al 38 per cento circa. Oltre ai broccoli le altre brassicacee che contengono ITC sono il cavolo, il cavolo riccio e la verza. I ricercatori sottolineano però come non abbia senso consumare enormi quantità di queste verdure al fine di prevenire i tumori: i germogli hanno un contenuto di isotiocianati 30 volte superiore a quello dei broccoli maturi, mentre nell’estratto utilizzato dai ricercatori il livello di ITC è addirittura 600 volte superiore.  Infine, la presenza di quantità rilevanti di fitoestrogeni fornisce loro proprietà protettive verso lo sviluppo dei tumori ormono-dipendenti, come il tumore del seno e quello della prostata. Nei cavoli si riconosce infatti l’indolo 3 carbinolo, un micronutriente che contribuisce ad aumentare la produzione di metaboliti estrogenici anti-tumorali.

Un mix che protegge anche il cuore

L’azione antiossidante è potenziata dai flavonoidi (quercetina), dal beta carotene e dalla vitamina C, di cui sono ricchi questi ortaggi, per cui il loro costante consumo aiuta a prevenire malattie anche cardiovascolari e degenerative, ipercolesterolemia e arteriosclerosi.

Attenzione, però: la cottura tende a disperdere molte di queste qualità nutrizionali, quindi suggeriamo di consumare questi vegetali cotti al vapore ma anche crudi e freschissimi. Quando li cuciniamo puzzano, ma proprio il cattivo odore è indicativo delle loro virtù.

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Autore: scienza&cucina

Salve a tutti. L'idea di questo blog nasce all'improvviso, dalla mia costante curiosità per tutto quello che riguarda la nutrizione, la scienza e la cucina. Sono una biologa e nella vita di tutti i giorni indosso vari abiti interscambiabili: sono consulente scientifico per una azienda che produce nutraceutici, tolgo questo vestito e divento mamma e moglie, metto il grembiule e divento sperimentatrice in cucina. In questo mio blog vorrei condividere con voi tutte le news scientifiche che vengono pubblicate in riviste internazionali, tutte le informazioni sui nutraceutici utili per mantenerci in salute e tutte le mie prove, riuscite e non, in cucina. Sono onnivora ma sperimento ricette veg, crudiste, naturali; tutto mi incuriosisce. Esploriamo insieme.

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