Alimentazione e declino cognitivo

Interessante articolo, per gli addetti al lavoro ne consiglio la lettura, per tutti gli altri un breve sunto qui di seguito.

L’ambiente alimentare in cui viviamo è caratterizzato da una ampia disponibilità di cibo e bevande a basso costo,  alta palatabilità ed elevata densità energetica. Viviamo sollecitati in continuazioni da immagini che ci portano a pensare al cibo, che ci tentano, che ci invogliano. Questo insieme di fattori crea attorno a noi un ambiente obesogenico che sopraffà la nostra normale capacità di controllo e di mantenimento del peso e del bilancio energetico. Tutto questo porta ad una aumentata incidenza di patologie come il diabete di tipo 2, patologie cardiovascolari, ipertensione, depressione ed alcuni tipi di cancro. Numerose sono le evidenze scientifiche per cui anche alcune disfuzioni cognitive sono la conseguenza del nostro vivere in questo ambiente obesogenico: soggetti con importante adiposità centrale in età adulta, sono a maggior rischio di insorgenza di demenza nella terza età. Purtroppo però sembra evidente che il coinvolgimento cognitivo ci sia anche nei soggetti più giovani: nei ragazzi di 12 anni l’obesità è associata a ridotta capacità di attenzione e persistenza degli errori. La dieta occidentale, ricca in zuccheri e grassi saturi, sembra essere responsabile non solo della crescente obesità ma anche del declino cognitivo associato. Questo stile alimentare interferisce con la biochimica di alcune molecole che a livello cerebrale risultano coinvolte nel controllo inibitorio, incluso il controllo dell’eccessivo introito alimentare. La compromissione del controllo inibitorio aumenta la risposta agli stimoli alimentari creando un circolo vizioso che progressivamente aumenta l’assunzione di alimenti ricchi in grassi saturi e zuccheri, aumenta il peso corporeo ed il declino cognitivo. Per cui se ridurre l’assunzione di cibo “non sano” sembra essere un buon modo per ridurre il peso corporeo, per promuovere un dimagrimento di lunga durata necessariamente si deve agire ripristinando la capacità di controllo inibitorio.

Human Cognitive Function and the Obesogenic Environment
Ashley A. Martin1 and Terry L. Davidson2

 

 

 

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Autore: scienza&cucina

Salve a tutti. L'idea di questo blog nasce all'improvviso, dalla mia costante curiosità per tutto quello che riguarda la nutrizione, la scienza e la cucina. Sono una biologa e nella vita di tutti i giorni indosso vari abiti interscambiabili: sono consulente scientifico per una azienda che produce nutraceutici, tolgo questo vestito e divento mamma e moglie, metto il grembiule e divento sperimentatrice in cucina. In questo mio blog vorrei condividere con voi tutte le news scientifiche che vengono pubblicate in riviste internazionali, tutte le informazioni sui nutraceutici utili per mantenerci in salute e tutte le mie prove, riuscite e non, in cucina. Sono onnivora ma sperimento ricette veg, crudiste, naturali; tutto mi incuriosisce. Esploriamo insieme.

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