Gli Alimenti funzionali

Alimenti funzionali, definizione coniata in Giappone negli anni 80 per definire una classe di alimenti freschi o trasformati, “naturalmente ricchi di molecole con proprietà benefiche e protettive per l’organismo” (Wikipedia). Gli alimenti funzionali sono importanti in ambito nutrizionale perché, se inseriti in un regime alimentare equilibrato, svolgono un’azione protettiva sulla salute. Sono alimenti caratterizzati da effetti addizionali dovuti alla presenza di componenti (generalmente non nutrienti) naturalmente presenti o aggiunti che interagiscono più o meno selettivamente con una o più funzioni fisiologiche dell’organismo  continuando comunque a restare «alimenti» poiché non possono essere definiti alimenti funzionali pillole, pastiglie o integratori di sorta. Vanno quindi distinti dagli alimenti supplementari e/o fortificati e da quelli definiti “dietetici” che non sono destinati a soggetti sani ma a persone con particolari patologie sotto indicazione medica specifica.

Per attribuire specifiche proprietà salutistiche e/o fisiologiche ad alimenti o a loro componenti è necessario seguire un iter scientifico rigoroso che si basa su tre livelli sequenziali:

  • primo livello: identificazione e comprensione dei meccanismi d’interazione tra alimento (o componente) e funzioni biochimiche cellulari, al fine di dimostrare i potenziali effetti fisiologici;
  • secondo livello: sviluppo di modelli e metodologie per dimostrare attraverso studi di nutrizione umana questi effetti e le loro conseguenze;
  • terzo livello: studi di nutrizione umana per dimostrare, al di là degli effetti funzionali, un beneficio sulla salute, compresa la prevenzione di malattie.

Attualmente nell’Unione Europea manca una legislazione specifica su questa categoria di alimenti e sulla sua etichettatura.                                                                                              Sono state individuate due categorie di alimenti funzionali:

Tipo A: alimenti che migliorano una specifica funzione fisiologica al di là del loro specifico ruolo nella crescita corpo corporea e nello sviluppo. Questo tipo di alimenti non hanno funzioni in relazione a malattie o stati patologici.

Tipo B: alimenti che riducono il rischio di una malattia. Un esempio può essere il tè verde, per il suo contenuto in catechine che potenzia le difese antiossidanti.

I cosiddetti functional foods (alimenti funzionali) rappresentano una variopinta categoria di alimenti che devono rientrare nelle comuni abitudini dietetiche. La capacità di migliorare la salute ed il benessere di chi li assume, dev’essere quindi apprezzabile quando vengono assunti nelle porzioni previste da un normale regime alimentare.         Gli alimenti funzionali, migliorando una specifica funzione fisiologica al di là del loro ruolo nella crescita corporea e nello sviluppo, possono contribuire a:

  • rallentare l’invecchiamento cellulare (stress ossidativo) combattendo i radicali liberi. Ciò richiede un soddisfacente introito di antiossidanti (polifenoli, carotenoidi, flavonoidi, vitamine) per bilanciare attività ossidante e sistemi di difesa;
  • rinforzare le difese immunitarie;
  • migliorare le funzioni intestinali (includendo  l’equilibrio della microflora, l’attività immunitaria, la biodisponibilità di nutrienti, la motilità del transito intestinale);
  • ridurre i fattori di rischio per le patologie a carico del sistema cardiovascolare mediante il controllo di colesterolemia e trigliceridemia.

Le componenti attive principali degli alimenti funzionali possono essere suddivise nelle seguenti categorie:

  1. Vitamine e minerali
  2. Colture batteriche
  3. Fibra (intrinseca o aggiunta)
  4. Olio di pesce o acidi grassi n-3 (intrinseco o aggiunto)
  5. Grassi (saturi, PUFA)
  6. Estratti vegetali

Tra gli alimenti funzionali che possiamo trovare sulle nostre tavole senza l’aiuto dell’ industria alimentare abbiamo:

  • erba cipollina, cipolle, aglio grazie alla presenza di composti solforati in grado di rafforzare il sistema immunitario e cardiovascolare, abbassare la pressione sanguigna e protezione nei confronti di certi tipi di tumore;
  • pomodoro grazie alla presenza di licopene in grado di proteggerci da alcuni tumori dell’apparato digerente e dal tumore alla prostata;
  • broccoli, cavoli, cavolini di Bruxelles che contengono glucosinati inibenti la crescita cellulare tumorale;
  • legumi e soia, contengono isoflavoni che proteggono dalle malattie cardiovascolari;
  • carote, meloni, albicocche, vegetali a foglia verde che grazie ai carotenoidi in essi contenuti proteggono dagli attacchi cardiaci, dai danni dei raggi solari e da problemi respiratori.
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Autore: scienza&cucina

Salve a tutti. L'idea di questo blog nasce all'improvviso, dalla mia costante curiosità per tutto quello che riguarda la nutrizione, la scienza e la cucina. Sono una biologa e nella vita di tutti i giorni indosso vari abiti interscambiabili: sono consulente scientifico per una azienda che produce nutraceutici, tolgo questo vestito e divento mamma e moglie, metto il grembiule e divento sperimentatrice in cucina. In questo mio blog vorrei condividere con voi tutte le news scientifiche che vengono pubblicate in riviste internazionali, tutte le informazioni sui nutraceutici utili per mantenerci in salute e tutte le mie prove, riuscite e non, in cucina. Sono onnivora ma sperimento ricette veg, crudiste, naturali; tutto mi incuriosisce. Esploriamo insieme.

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